Royalties in dogana: il controllo di qualità non basta

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Con Ordinanza 25168/2026, la Corte di Cassazione ha ribadito che, ai fini dell’inclusione delle royalties nel valore in dogana delle merci, occorre che sia verificata in concreto l’esistenza di una condizione di vendita, per effetto della quale l’importatore è tenuto al pagamento al fine di poter concludere la compravendita. A latere si ribadisce che non è, a tal fine, sufficiente che venga esercitato un semplice presidio di qualità sui prodotti importati dalla licenziataria, da verificare caso per caso, dato che ciò persegue esclusivamente la finalità di tutelare la reputazione sociale della titolare del segno distintivo, non comportando alcuna influenza e orientamento, di fatto o di diritto, sullo svolgimento dell’attività del produttore……

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La CEDU afferma la natura penale delle sanzioni tributarie ed impone l’effettività del rimedio Pinto