Rappresentante doganale: buona fede e responsabilità IVA secondo la Cassazione
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La Corte di Cassazione, con Ordinanza16583/2026, ribadisce che la buona fede del rappresentante doganale, al fine della spendibilità dell’esimente per l’esclusione della contabilizzazione a posteriori dei dazi all’importazione, richiede al contempo la prova dell’errore attivo dell’autorità doganale e della propria diligenza professionale, non essendo sufficiente la mera inesattezza delle dichiarazioni dell’esportatore. Ribadisce, altresì, l’esclusione della solidarietà passiva IVA del rappresentante doganale in assenza di una previsione nazionale espressa, in linea con quanto già affermato da C‑714/20, emessa su rinvio del giudice comune italiano….
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